La depenalizzazione

prisco avv"E' giusto ricordare, ribadire, che lo Stato spende solo lo 0.75 per cento del proprio bilancio per l'amministrazione della giustizia. Di fronte a questo dato il cittadino non può che restare sconvolto.  Non riesco a spiegarmi l'assurdità di uno Stato il quale, sostanzialmente, non vuole che nel tuo territorio funzioni la giustizia." La voce di Giuseppe Prisco, legale dell'Associazione orafa milanese, presidente dell'Ordine degli avvocati di Milano, è rauca e anche stanca.

 

Non sono ancora trascorse 24 ore da quando, "sconfortato e avvilito" dall'assassinio di Pierluigi Torregiani, Prisco aveva dichiarato. "Se le forze dell'ordine non possono, per i mezzi inadeguati ai propri impegni, tutelare efficacemente la categoria degli orafi, questi cercheranno di difendersi da soli per assicurare a sè e alla proprio famiglie il diritto a un'esistenza tranquilla".

 

Ora l’avvocato ribadisce: “Gli orafi comunque si comporteranno sempre nel rispetto assoluto della legalità”. E aggiunge: “Non è che bisogna fare l’esercito degli orafi. Ci saranno assemblee, si studieranno soluzioni. Si attueranno accorgimenti soprattutto nella prevenzione: per esempio, che so?, non fare entrare nessuno nel negozio, a meno che il possibile cliente non prema il pulsante e non dia garanzie di assoluta sicurezza…

 

Sia comunque chiaro che sto dicendo tutto questo a titolo soprattutto personale… Oggi si muore anche perché si ha il coraggio, come Torregiani, di ribellarsi alla malavita. Non sono convinto che dietro l’assassinio ci sia una matrice politica. E’ stata una tipica esecuzione da parte di quella malavita che aveva visto cadere uno dei suoi uomini”.

 

aula tribunaleDopo l’episodio di quella sera, mi telefonarono gli orafi per l’eventuale tutela di Torregiani…Ma tutto è precipato in poche settimane. Ora molti orafi sono armati ma tutti sono disorientati… Milano è come Chicago.

 

Comunque ribadisco che l’uso delle armi da parte di qualsiasi privato non deve essere inteso come una pericolosissima “licenza di uccidere”, ma come una “estrema ratio” di legittima difesa”.

 

Avvocato, lei ha paura? Allarga le braccia: “Sono incosciente. Ho 57 anni e sono sempre stato in prima linea. E’ naturale che un giorno o l’altro mi possa capitare qualcosa... “Ci sarebbe da svegliare la coscienza del cittadino, rivedere le leggi, ripassare al vaglio un insieme di cose”.

 

Prosegue Prisco a ruota libera: “In questi ultimi anni c’è stato un progressivo lassismo anche da parte della magistratura che, con talune decisioni, ha concesso agli occhi dell’opinione pubblica con troppa facilità, libertà provvisorie o ha emesso sentenze troppo blande, rimettendo “in circolo” elementi destinati inevitabilmente a delinquere. C’è poi un reato che viene punito con pene insignificanti: il furto d’auto. Com’è noto, spesso, si parte dal semplice furto d’auto, per arrivare alla rapina, all’assassinio.

 

Ecco perché dico che occorrerebbe valutare diversamente questo reato. Poi ci sono le carceri: il fatto che sono affollate spesso incentiva l’interesse a denunciare la gente a piede libero…Si è parlato anche di depenalizzazione dei reati minori, trasformando per esempio in pene pecuniarie certe pene detentive.

 

Risultato: quando uno vede che, compiendo un reato minore, gli va sempre bene, è portato automaticamente a compiere altri reati. Spero davvero che dopo l’emozione del momento, tutto non resti come prima” (18 febbraio 1979 colloquio rilasciato a “Il Giorno)