Auguri per la terza B

peppino priscoLe mie speranze di una terza B per gli amici rossoneri si stanno finalmente avverando, ma in modo diverso da quello auspicato quando i cugini erano trionfalmente ritornati per la seconda volta in serie A.  Superati gli ultimi ostacoli burocratici, sembra ormai certo che i fratelli Silvio e Paolo Berlusconi, milanesi, imprenditori in più campi, noti in Italia e all'estero, potranno acquisire la maggioranza del pacchetto azionario della S.p.A. Milan.

 

È stata una battaglia senza risparmio di carta bollata, agitata da una folta schiera di grandi avvocati, con sorprese e colpi di scena quotidiani, ma alla fine è prevalso il buonsenso e tutto quanto di brutto si era paventato appare ormai un ricordo lontano.

 

Noi interisti non gioviamo affatto, perché quel confuso stato di cose indubbiamente danneggiava lo sport calcistico, quello milanese in particolare. Eravamo poi stupiti, dolorosamente stupiti, constatando che i giocatori del Milan "temporaneamente dilettanti" contro la loro volontà e contro ogni regolamento, continuassero invece a giocar bene, a precederci in classifica.

 

Merito indubbiamente loro, del loro tecnico, ma anche della figura patriarcale di Rosario Lo Verde, milanista da sempre, che ha assunto la presidenza per un intimo obbligo morale verso i colori da lui sempre amati e ha saputo reggere il timone nelle settimane forse più brutte della storia milanista.

 

Ora c'è il nuovo gruppo, tutto dovrebbe assestarsi in breve tempo e poi si sentirà parlare del futuro, della campagna acquisti che io speravo, quanto meno, non potesse essere subito affrontata da Silvio e Paolo Berlusconi. A Lo Verde va il grazie di chi crede nei valori dello sport, a Silvio e Paolo l'auspicio di cancellare il passato, di rifare il Milan grande come all'epoca di Rizzoli, quando l'Inter, anche per spirito di emulazione, fu costretta a diventare "più grande" ancora.

 

silvio-e-paolo-berlusconiDa oggi, indubbiamente, abbiamo un dirimpettaio che sa gestire bene ogni suo affare e che un giorno mi disse: «Il Milan rappresenta solo l'1% delle mie attività», ottenendo la mia risposta: «Allora, caro Silvio, auguri per l'altro 99%».

 

Il giovane Paolo, classe 1949, mi raccontava giorni orsono a colazione che, quindicenne, ebbe l'avventura di fare un provino in maglia nerazzurra sotto lo sguardo severo di Helenio Herrera alla Pinetina. Trenta minuti giocati con impegno, con ripetuti ma vani tentativi dell'ala Paolo di superare un terzino apparso inesorabile.

 

Poi il mago mandò anzitempo il giovane aspirante nerazzurro negli spogliatoi troncandone la carriera. Se è vero che Herrera aggiunse anche «quello lì può finire al Milan», bisogna allora dire che il mago – purtroppo - ha veramente sempre ragione...