Dal Vesuvio con amore

napoli370Napoli è una metropoli, e ha una squadra importante che fa impazzire i tifosi. Ma anche a Napoli e nel resto della Campania si può essere interisti, eccome, e in più con una passione intensissima, tutta meridionale, che ai tifosi del nord manca. Adriana De Leva per anni ha ricoperto due cariche: presidente del Club "Dal Vesuvio con Amore" e Coordinatrice degli Inter Club Campani. Alla presidenza del Club, da qualche anno, le è subentrata la figlia Valentina (unica altra interista in famiglia).

 

Come, quando e perché sei diventata interista?

I miei 2 fratelli maggiori tifavano il primo per la Juventus e il secondo per l'Inter. Io parteggiavo sempre per il secondo ed iniziai anche io a tifare Inter: avevo appena 8 anni. Quando nel 1962 il Napoli tornò in serie A dopo una parentesi in serie B mi accorsi con disappunto che mio fratello ormai era più attirato dalla squadra della sua città (come fu lui stesso a spiegarmi), ma io avevo già allora la predisposizione alla fedeltà... e mi ripromisi che non avrei mai più cambiato la squadra del mio cuore.

 

Qualcuno ha mai tentato di farti passare a qualche altra squadra, per esempio il Napoli?
Impossibile. Forse ci provò mio padre... ma senza successo.

Chi ha fondato il Club e quando?
A Napoli vari tentativi c'erano già stati a partire dal 1967 ma tutti erano poi falliti dopo pochi mesi.... forse fu una congiunzione astrale a far incontrare i "ragazzi di allora" Adriana De Leva, Emilio Vittozzi, Lello Capuano, Ciro Nicastro, Roberto Aprea ed altri... ed a realizzare quella bellissima esperienza che dal 1975 ha arricchito le nostre vite di ricordi e legami indissolubili.

 

Come vivete l'Inter da lontano? Andate spesso a Milano a vedere le partite?
Vivere l'Inter da lontano comporta un coinvolgimento affettivo maggiore come sempre quando l'oggetto della propria passione è lontano. Le trasferte di solito le organizziamo in pullman per permettere a tutti di aderire con una spesa non eccessiva. Altri si organizzano anche in proprio con i voli o le auto. Ma il tipo di trasferta che preferisco io è quella in pullman: il clima di aggregazione che nasce durante queste trasferte è bellissimo e divertente.

 

Sono parecchie ore di pullman...
Per l'esattezza sono 10 ore compresa la sosta. Fra andata e ritorno 20 ore di pullman, e capita pure di viaggiare di notte. Certo con il passare degli anni diventa sempre più stancante....ma ad onor del vero posso dire di affrontare le trasferte meglio di tanti "giovani".

E l'atmosfera è sempre stata allegra?
Negli anni in cui non si vinceva niente....c'è stato un periodo in cui partire e tornare in pullman era diventata una cosa angosciante, al punto che paragonavo il ritorno ad un viaggio in carro funebre... si partiva speranzosi, allegri e festanti, si tornava in un clima lugubre: un silenzio di disperazione.

 

Col tempo la sofferenza non era più la mia personale...ma soffrivo per la sofferenza e la tristezza di tutti quei partecipanti che magari avevano anche dovuto sacrificarsi per permettersi la trasferta: persone mature, anziane. Ma soprattutto mi dispiaceva per i più giovani che non avevano mai vinto nulla.

 

Si può immaginare dunque cosa ho provato e cosa è stato per me l'anno del triplete: vedere in tante occasioni la gioia negli occhi di tutti i trasfertisti mi ha ricompensata di tutte le lacrime che ho dovuto asciugare. Sì, perché qualche volta mi è capitato anche questo, confortare ed abbracciare quei tifosi delusi. La notte di Madrid io penso davvero di aver pianto di emozione e soddisfazione più pur per loro che per me stessa.

 

adriana deleva2Ci sarà stato anche qualche aneddoto divertente...
Certo: mi suscita ancora tanta ilarità il ricordo di una lontana trasferta nel '78 credo, per un Inter-Napoli. Il nostro pullman subì un guasto meccanico nella notte a Monte S. Savino e ripartimmo solo all'alba. Allora le partite erano alle 14:30 ed arrivammo a Milano che mancavano ormai soltanto 15 minuti alla fine. Eravamo in pareggio, poi l'Inter segnò e noi tutti ad urlare "arbitroooo fischiaaaaa" dopo solo un quarto d'ora di partita!

 

Quali sono le iniziative del Club?
In quasi 40 anni di vita sociale le iniziative sono state innumerevoli.... trasferte, feste, eventi di vario genere: serate di solidarietà, serate ludiche (anche feste in maschera!) eventi sportivi come tornei e memorial.

Chissà quanti ricordi...
Se faccio passare nella mia mente, come in un film, tutti questi quasi 40 anni, le risate sono state davvero tante e tanti anche i momenti di poesia e di emozione. Forse potrei scrivere un libro... e come me tanti altri tifosi che hanno vissuto la loro passione non in poltrona e nel chiuso delle loro case, ma in maniera attiva condividendola con altri che sono diventati amici di viaggio. 

 

Continuo a pensare, ma davvero estrapolarne altri in particolare è davvero un' impresa... ricordo l'anno del Triplete con le indimenticabili trasferte europee culminate nella notte di Madrid, ma purtroppo ricordo anche la beffa dell'Olimpico nel 2002 contro la Lazio, quando mi sentii distrutta vedendo tutte le lacrime di vecchi e ragazzi delusi. Sembrerà strano, ma mi ritorna in mente la tristezza infinita del giorno dei funerali di Giacinto Facchetti a cui non volli mancare...Perché la vita di un tifoso non è solo legata ad eventi sportivi, ma anche a legami indistruttibili che ti restano nel cuore per sempre.

 

Immagino che l'attività del Club ti abbia permesso di conoscere giocatori, allenatori e dirigenti dell'Inter.

Io appartengo ad una generazione di tifosi che ha avuto l'onore ed il piacere di conoscere giocatori e dirigenti di un'altra epoca. Un' epoca in cui il giocatore non si sottraeva alla foto o all'autografo, addirittura se eri un "aficionado" sempre presente ti riconosceva e ti salutava, potevi scambiarci una parola...e così il presidente Fraizzoli con la signora Renata occupa nel mio cuore un posto particolare per la signorilità e la disponibilità.

 

Anche il presidente Moratti e Bedy Moratti sono molto disponibili ed affabili ma è ovvio che oggi i mass media e la spinta che esercitano sul grande pubblico hanno portato sempre più gente ad interessarsi del calcio ed a creare miti, così a volte si assiste a veri e propri assalti a cui i protagonisti sono sottoposti senza capire che a nessuno umanamente piacerebbe sentirsi mani addosso, pacche sulle spalle, abbracci e contatti ravvicinati...

 

A quali giocatori o personaggi sei rimasta più legata?
Ho conosciuto Helenio Herrera, Mario Corso, Sandro Mazzola, Lido Vieri, Bellugi, Beccalossi, Carletto Muraro, Alessandro Altobelli e l'elenco sarebbe lunghissimo, ma su tutti spiccano Peppino Prisco e Giacinto Facchetti, figure indimenticabili dell'universo nerazzurro, persone speciali, oserei dire "umane", che non lesinavano di risponderti per iscritto o addirittura con una telefonata se li contattavi. In verità queste sono cose dettate dalla usuale educazione eppure nel mondo di oggi, così evoluto, sembrano cose di un altro mondo....sì, quello in cui io ho avuto l'onore ed il privilegio di vivere.

 

adriana delevaE che molti rimpiangono...
Sì. Infine vorrei aggiungere che, grazie all'attività nel club ho conosciuto anche una miriade di persone non illustri ma meravigliose con le quali ho fatto un tratto di strada o che ancora condividono il mio percorso...tifosi qualunque, anonimi, semplici, taluni anche modesti, ma con un cuore immenso, una passione immensa.

 

Con loro ho spesso riso ed anche pianto, e questi sono davvero i ricordi più dolci e più belli che hanno arricchito la mia vita.

 

 

Ma in famiglia siete tutti interisti?
No. Mio marito Pasquale è tifoso del Napoli, ed anche mio figlio Marcello...quando era piccolo stavo quasi quasi per portarlo dalla mia parte, ma l'epoca Maradona e gli amici di scuola fecero il resto. Marcello non era uno che faceva discussioni per la passione calcistica, e non è cambiato. Come mio marito. Entrambi i maschi di casa, insomma, vivono il tifo con molto distacco e sufficiente serenità. Contenti se il Napoli vince, per nulla disperati se perde.

 

Mio marito addirittura la domenica pomeriggio alla partita preferisce spesso il suo tradizionale riposino postprandiale salvo poi, al risveglio, attaccarsi a tutte le trasmissioni televisive fino a tarda notte. Strano a dirsi, mio figlio non ha mai neanche fatto una trasferta al seguito del Napoli al contrario di mia figlia che con la mamma ha fatto la sua prima trasferta a 9 anni, e da allora abbiamo perso il conto....Forse per questo in casa mia è difficile che nascano dispute sportive. Non oso immaginare che inferno sarebbe se anche mio marito e mio figlio fossero tifosi come me e Valentina.

 

Due a due, insomma, perfetto equilibrio...
Le femmine interiste, e i maschi napoletani. Ci sarebbe un altro maschio, che è Lucky, il cane. Ma lui sono quasi convinta che odi il calcio e che per amor di pace preferisca non tifare per nessuna squadra...

 

Iniziative future?
Attualmente non mi interesso più del club in prima persona. Ho preferito passare la mano ai più giovani, tra cui mia figlia...e mi interesso invece degli Inter club campani con tutti i vari eventi, sportivi e non, organizzati dai 50 club affiliati.

 

Luigi Maria Prisco