Inter Club Belli de' Roma: "Peppino maestro di vita"

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Che ci fanno una commercialista, un bancario e un funzionario delle Poste in un pub di Roma circondati da sciarpe e bandiere nerazzurre? Non è l'inizio di una barzelletta, ma la storia di una passione che accomuna tre seri professionisti che hanno messo in piedi l'Inter Club Belli de' Roma. 

 

Attorno a una buona birra e una pizza Lucia Lozzi (segretaria e tesoriera), Fedele Maurano (presidente) e Alberto Ambrosino (pubbliche relazioni) trascorrono le serate a guardare le partite della Beneamata. Spesso "circondati" da tifosi di altri colori.

 

Mai una rissa, soltanto qualche sano sfottò. Con il gestore del pub contento per questa convivenza chiassosa, ma pacifica. Nella capitale sono una quarantina i club interisti, con circa 4mila affiliati ufficiali. Ma la simpatia e le iniziative che propongono gli aderenti a Belli de' Roma attirano sempre più amanti del calcio (anche di altre squadre), dello sport e della beneficenza.

 

L'Inter Club Belli de' Roma nasce la sera del 20 luglio 2010 sull'onda del Triplete per iniziativa di Lucia Lozzi, Valeria Rizzolo Colombo e Stefano Flamment. Come i mitici fondatori i nostri tre non erano d'accordo su come intendere la vita del club e con l'arrivo di Fedele Maurano si chiuse il cerchio sullo storico verbale che costituì l'atto ufficiale di nascita dell'associazione.

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Due erano allora e sono ancor oggi gli obiettivi del club, il tifo per l'Inter e la beneficenza sempre. Il tifo, inteso come sostenere la squadra a prescindere, senza mai contestare fischiare o danneggiare i giocatori nerazzurri nei 90 minuti, ma difendendoli contro tutti e tutto.

 

Dopo la partita libero spirito critico per parlare di Inter e, come Peppino Prisco ha insegnato, tanta tanta ironia e sportività, come solo gli interisti sono capaci di fare. La beneficenza è una vera e propria missione del club. Ogni evento, ogni azione, ogni cosa che fa deve avere l'obiettivo di raccogliere fondi per i bambini meno fortunati. 

 

Sono stati realizzati eventi importanti come la presentazione del libro di Gianfelice Facchetti e collaborazioni con il coordinamento regionale nell'organizzazione dei Wivi l'Inter e della presentazione della Coppa Campioni, senza dimenticare cene sociali. 

 

Il fine è quello di raccogliere sempre più fondi da destinare per il Master in oncologia pediatrica al Policlinico Umberto I di Roma. Il Club è stato più volte ospite di Inter Channel sia per i contenuti del sito che per la vita del Club e il 26 gennaio 2013 è stato insignito del Premio Formica d'Oro 2012 per "Il modo civile, responsabile e solidale con cui esprimono il tifo della loro squadra del cuore". 

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Ma perché Belli de' Roma? Il nome scelto voleva sostenere l'amore e la bellezza di due simboli: l'Inter e la Città Eterna, da qui lo slogan "per la città più bella del mondo, per la squadra più bella del mondo, potevamo mica essere brutti noi" .... E da questo "Inter Club Belli de' Roma" . 

 

Alla fine si capisce come mai una commercialista, un bancario e un funzionario delle Poste avvolti dai colori nerazzurri non sono l'inizio di una barzelletta, ma la conferma di una storia calcistica, sportiva e umana che prosegue grazie alla passione e alla voglia di sostenere l'Inter, i suoi valori e i bambini meno fortunati. 

 

Per ragioni anagrafiche nessuno dei tre ha conosciuto Peppino Prisco. Tutti, però, ne conservano un ricordo incancellabile. Trasmesso con libri, foto, filmati e racconti di tifosi più anziani che lo hanno perfino conosciuto di persona. 

 

"È stato un incredibile maestro di vita, di sport e di tifo – dice il presidente Maurano -. La sua ironia si tramanda di generazione in generazione. Sono leggendarie le sue battute. Nel nostro sito abbiamo voluto trascriverne qualcuna. Spesso parliamo di lui quando ci ritroviamo al pub". 

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L'avvocato di fede nerazzurra è come se continuasse a vivere tra i tifosi dell'Inter Club Belli de' Roma. Soprattutto nei momenti difficili. Dopo i 90 minuti, la rabbia per una pessima prestazione si trasforma ben presto in momenti conviviali e lo spirito "prischiano" rivive in quelle belle pillole tra l'ironico e il sarcastico che fanno tanto bene al cuore e alla mente. 

 

In fondo il bello del calcio è anche lo sfottò. Soprattutto quando si ispira all'arguzia e all'intelligenza di Peppino Prisco. O quando la Beneamata vince contro i cugini del Milan con un autogol in zona Cesarini. E allora sì che il divertimento diventa doppio.

 

O quando ricorda che i nerazzurri sono l'unica squadra a non essere mai retrocessa in B (né gratis né pagando). Soltanto chi è davvero intollerante e poco sportivo non può apprezzare questo stile. Milanisti e juventini devono farsene una ragione. Senza Peppino Prisco il calcio avrebbe perso qualcosa.

 

Si sente la sua mancanza. La sua capacità di sdrammatizzare i momenti difficili e dare un po' di speranza e coraggio ai tifosi interisti che per anni hanno dovuto soffrire gli alti e bassi d una pazza Inter. Ma che alla fine hanno potuto sbattere davanti alla faccia di molti tifosi avversari il Triplete. In molti hanno la sensazione che questo record sia merito anche del compianto avvocato nerazzurro.

 

Mauro Carena