La telefonata

Sono avvocato, come mio padre e mio nonno, e nerazzurro dalla testa ai piedi. Così come i miei figli, mia moglie, i miei cognati e praticamente tutta la mia famiglia. A Venezia, qualche anno fa, c'era un buon numero di avvocati di fede nerazzurra che ogni tanto si trovavano, soprattutto per festeggiare qualche vittoria della Beneamata. Una volta si è deciso di invitare a Venezia il nostro "amico" Peppino e fui incaricato di contattarlo.

 

Telefonai in studio ma non lo trovai. Il giorno dopo mi arrivò una telefonata in studio: era lui che, con squisita cortesia, mi aveva contattato, pur non conoscendomi. Abbiamo parlato per circa dieci minuti come se ci conoscessimo da sempre, dell'Inter e del Venezia e, in particolare, di Delvecchio che all'epoca giocava con il Venezia e stava andando proprio bene.

 

Per quella volta non fu possibile organizzare una sua visita a Venezia, ma ci lasciammo con l'intenzione di risentirci per un'altra occasione. Purtroppo dopo un po' di tempo è volato in cielo. Ne conservo un ricordo bellissimo. La sua ironia sferzante era meravigliosa. E la sua signorilità veramente ineguagliabile. Un vero MITO. (MASSIMO APRILE)